Ricerche e studi del prof. Renato Saccani

Synonymy
Corticium epigaeum Ellis & Everh., J. Mycol. 1(7): 88 (1885)
Corticium lactescens (Berk.) Berk., Outl. Brit. Fung. (London): 274 (1860)
Gloeocystidiellum lactescens (Berk.) Boidin, Comptes rendu hebdomadaire des Sciences de l'Academie des sciences, Paris 233: 1668 (1951)
Gloeocystidiellum orientale Parmasto, Eesti NSV Tead. Akad. Toim., Biol. seer 14(2): 225 (1965)
Gloeocystidium lactescens (Berk.) Höhn. & Litsch., Wiesner Festschrift (Wien): 68 (1908)
Megalocystidium lactescens (Berk.) Jülich, Persoonia 10(1): 140 (1978)
Terana epigaea (Ellis & Everh.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 2: 872 (1891)
Terana lactescens (Berk.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 2: 872 (1891)
Thelephora lactescens Berk., in J.E.Smith, Engl. Fl., Edn 2 5(2): 169 (1836)
Vesiculomyces lactescens (Berk.) Boidin & Lanq., Mycotaxon 16(2): 493 (1983)
Tassonomia Fungi, Basidiomycota, Agaricomycotina, Agaricomycetes, Russulales, Peniophoraceae, Gloiothele
Carpoforo
Consistenza da membranosa a ceracea. Colore variabile dalle tonalità del bianco a quelle del rosato/salmone. Imenio, con emissione di latice alla rottura, da liscio a verrucoso. Crescita resupinata
Habitat
Su latifoglie e aghifoglie.
Trama Ifale
Sistema ifale monomitico con assenza di giunti a fibbia. Ife ialine in gran parte settate e con pareti da sottili a leggermente ispessite.
Spore
Forma ellissoidale, dimensioni di 6-7x4-5 µm. Reazione positiva al IKI (amiloidia).
Basidi
Tetrasporici 40-60x 6-7 µm. Presenti gloeocistidi di forma cilindrica e subulata: 150-250x8-12 µm .
Data ritrovamento: 22 Novembre 2008
Luogo del ritrovamento: Parco del Ticino (coordinate geografiche: 45.36 N,8.85
E.)
Altezza slm:
120 m


Il ritrovamento ha avuto luogo su ceppaia di latifoglia decorticata in un bosco le cui essenze dominanti sono la farnia, l’olmo minore, il carpino bianco e l’aggressiva Robinia pseudoacacia.
La crescita è avvenuta su ceppaia di latifoglia decorticata nelle vicinanze di un corso d’acqua.
Il basidioma si presentava con crescita resupinata e formava un’estesa placca su gran parte del legno. L’imenio era di colore rosa salmone con estese e visibili verruche su gran parte della sua superficie. Sono state notate anche delle formazioni rizmorfiche sulla superficie imeniale.
Non è stata osservata l’emissione di latice.
I caratteri microscopici osservati sono :
Ife con parete da sottile a leggermente ispessita, con presenza di setti e in parte di ramificazioni.
Rare anastomosi tra le ife.Assenza di Gaf.
Basidi tetrasporici con presenza anche di alcuni bisporici (67.465x8.790 µm).
Massiccia presenza, attorno ai basidi, di terminazioni ifali sottili tipo parafisi.
Numerosissimi gloeocistidi di forma cilindrica con contenuto interno oleoso molto rifrangente
Basidiospore lisce di forma ellissoidale: 6.716 x 4.472µm. Nella raccolta studiata le spore presentavano leggera amiloidia e un diffuso contenuto granulare oleoso
Ore 8.40 del 22 Novembre 2008: inizio dell’ennesima escursione nei boschi del Parco del Ticino.
Giornata serena dal punto di vista meteorologico; sapevo che il vento secco delle giornate precedenti avrebbe condizionato necessariamente i ritrovamenti fungini … La mia giornata sarebbe trascorsa alla ricerca esclusiva di Ahyllophorales, un gruppo di macromiceti per tutte le stagioni.
L’inizio è promettente: in prossimità di una roggia, su un tronco abbattuto di Carpino, intravedo una crescita abbondante e lussureggiante di Merulius tremellosus… Ormai il riconoscimento di questi familiari carpofori è immediato. Questo sembrerebbe il loro periodo, considerata la diffusa crescita nei boschi del parco in questo periodo dell’anno .
Completato l’immortalamento fotografico e la raccolta di un esemplare per il mio erbario, ripongo tutta l’attrezzatura per continuare l’escursione; ciò non è possibile perché alle mie spalle vedo un altro tronco abbattuto: è irriconoscibile, ma sulla parte decorticata del legno noto la presenza di un’estesa macchia bianca: Granulobasidium vellereum.
E’ chiaro che il riconoscimento è stato possibile solo a posteriori… Non sono miceti banali, pretendono e impongono l’osservazione microscopica dei loro caratteri.
Mi convinco che quel piccolo angolo di bosco mi abbia fornito sufficiente materiale per il mio archivio fotografico; devo continuare l’escursione alla ricerca di altro.
Non è possibile… Esattamente a un metro dai due tronchi abbattuti,su una ceppaia, intravedo una macchia dai colori molto delicati , ha delle sfumature rosate.Ho la consapevolezza di aver trovato una nuova crosticina.
La presenza sulla superficie di piccole verruche e i colori tenui caratterizzano l’aspetto macroscopico di questo micete e impongono un’attenta tecnica fotografica per poter ottenere immagini che possano immortalare la bellezza del carpoforo.
Per poterlo studiare a casa nei suoi caratteri microscopici devo prelevare unapiccola porzione di legno con il micete, nell’eseguire l’operazione purtroppo non noto il rilascio di latice da parte del fungo, forse la manipolazione non è stata energica e il micete si è rifiutato di mostrarmi uno dei caratteri morfologici che lo dovrebbero caratterizzare.
Non ho nessuna ipotesi determinativa .
La crosticina non ha dato il meglio di sé solo con i suoi colori e la sua forma; le sue parti più intime rivelano aspetti altrettanto interessanti e fotogenici: i gloeocistidi con i loro contenuto citoplasmatico a volte riflettente e le parafisi che circondano e accompagnano i basidi.
Cosa sarà? L’elemento che mi ha permesso di risolvere l’enigma è stata l’amiloidia delle spore.
Responso: Gloiothele lactescens
Dimenticavo: Coprinus micaceus , Mycena inclinata e Daedaleopsis confragosa sono stati i successivi ritrovamenti fungini che hanno caratterizzato la seconda parte dell'escursione.